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Biblioteche: una ricerca internazionale per ritrovare la preziosa Biblioteca ebraica razziata dai nazisti nel 1943

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1945
Tafter 27 January 2015
 



La Comunità Ebraica di Roma in missione a New York per presentare la riapertura delle ricerche internazionali sui tesori della Biblioteca ebraica razziata dai nazisti nel 1943. Domenica 25 gennaio, all’interno del Museum of Jewish Heritage, il Primo Levi Center ha dato il via alle attività sul Giorno della Memoria cedendo la parola alla Direttrice del Museo Ebraico di Roma, Alessandra Di Castro, la quale ha illustrato la storia della Biblioteca trafugata con i suoi circa 7.000 volumi, annunciando l’apertura nel 2016 di una mostra all’interno del museo romano.

LA STORIA

La mattina del 30 settembre 1943 due ufficiali nazisti si presentarono negli uffici della Comunità Ebraica di Roma chiedendo di vedere i libri della biblioteca. Dopo averli studiati, requisirono i cataloghi e il materiale d’archivio. La mattina del 14 ottobre, due giorni prima della grande deportazione del 16 ottobre, i facchini della ditta romana Otto e Rosani entrarono in Comunità con un ordine tedesco in mano. Iniziarono a imballare le casse di volumi. Prima ancora di deportare gli ebrei i nazisti stavano deportando i loro libri. I tedeschi ne conoscevano l’inestimabile valore e quel carico dovevano servire a comporre un importante pezzo di quello che nella mente di Hitler doveva diventare il museo della “razza” estinta. I libri della Comunità Ebraica di Roma e parte di quelli del Collegio Rabbinico raccolti quel giorno furono disposti su due vagoni merci arrivati appositamente dalla Germania. Il saccheggio fu completato con un altro carico il 22 e 23 dicembre su un terzo vagone. Questo terzo carico, che conteneva principalmente libri del Collegio Rabbinico, fu ritrovano nell’immediato Secondo Dopoguerra (1949). Ma dei libri della Biblioteca della Comunità Ebraica di Roma si persero le tracce. I volumi, a quanto ci è dato sapere, non arrivarono mai a destinazione.

LA BIBLIOTECA DELLA COMUNITA’ EBRAICA DI ROMA

La biblioteca della comunità ebraica di Roma fu costituita ai primi del Novecento, sulla base delle biblioteche delle sinagoghe del ghetto, della biblioteca del Talmud Torà e dei lasciti di alcuni importanti rabbini romani. Raccoglieva un enorme numero di volumi. Isaia Sonne, un grande filologo tedesco, compilò una prima ricognizione del materiale nel 1934. Già all’epoca, si decise di non procedere immediatamente alla redazione di un catalogo completo per non attirare l’attenzione sullo straordinario patrimonio conservato a Roma, che, a detta di Sonne, superava di gran lunga quello di molte altre comunità (comprese le italiane). Negli anni immediatamente successivi, il progetto di affidare il catalogo a un ebreo ungherese si bloccò a seguito delle leggi razziali del 1938: lo studioso incaricato, Fabian Herskovitz, infatti, fu immediatamente espulso in quanto ebreo straniero. Le stime più attendibili parlano di circa 7000 volumi scomparsi che comprendevano: manoscritti; edizioni Soncino, per almeno il 25% del totale della produzione della celeberrima famiglia di stampatori; altri incunaboli; edizioni veneziane cinquecentesche; stampe di Costantinopoli cinquecentesche; stampe del periodo successivo (1600-1800). Ciascuno di questi volumi rappresentava una storia di resistenza ebraica alle persecuzioni. Dai roghi italiani del 1553, che avevano colpito il Talmud, al continuo intervento della censura dell’Inquisizione (che, risulta, ancora dalle note dei censori sui 25 volumi superstiti), ai frequenti sequestri di libri che colpirono il ghetto di Roma per tutti e tre i secoli della sua esistenza (1555-1870), questi volumi rappresentavano l’anima e l’identità della più antica comunità della diaspora e di tutti gli esuli che in essa avevano trovato accoglienza durante una storia millenaria.

I 25 VOLUMI SALVATI E LA RIAPERTURA DELLE RICERCHE

Di questa biblioteca, oggi restano 25 volumi che furono nascosti e scamparono alla razzia. Tra questi figurano uno straordinario codice di Torah e Aftarot del XIV secolo, di grande formato e in pergamena (il codice di Arles); un esemplare unico di Rambam e altri volumi di altrettanto pregio, alcuni arrivati a Roma insieme ai profughi espulsi dalla Spagna (1492). Dai fratelli Maccabei agli ebrei schiavi deportati da Gerusalemme nel 70 d.C. fino ai francesi, agli inglesi, agli spagnoli e così via, Roma ebraica era continuata a fiorire nonostante tutto. “Su quei libri – spiega Serena Di Nepi, storica moderna all’Università La Sapienza di Roma – vi erano le annotazioni di generazioni di studiosi; quei libri erano stati usati nel ghetto per insegnare ai bambini come restare ebrei e perché ne valesse la pena, nonostante il battesimo fosse a portata di mano. Quei libri, infine, erano scampati all’incendio che devastò le sinagoghe dell’antico ghetto dopo l’emancipazione ed erano confluiti nel nuovo splendido edificio del 1904″. Da alcuni mesi la Comunità Ebraica di Roma ha preso in mano le redini delle ricerche riattivandosi con le Istituzioni italiane, a iniziare dalla Presidenza del Consiglio che aveva redatto uno studio sul tema già nel 2003, e ha presentato una formale denuncia all’Arma dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio. La Cer ha inoltre istituito una commissione composta da studiosi, storici, archivisti e bibliofili che lavorano alle ricerche. Sono stati aperti importanti canali nazionali e internazionali con istituzioni ebraiche, non ebraiche e universitarie che permetteranno di tessere una tela di informazioni che va da New York a Mosca al fine di ritrovare il tesoro perduto.

LA MOSTRA AL MUSEO EBRAICO DI ROMA

“Sono convinta – spiega Alessandra Di Castro – che lo straordinario tesoro della nostra Comunità razziato nel 1943 non sia stato distrutto, che sia conservato in uno o più luoghi. Abbiamo il dovere di rintracciarlo e riappropriarci del nostro patrimonio. Sicuramente ci vorrà tempo ma sono sicura che ci riusciremo”. Anche per questo il Dipartimento Cultura della Cer organizzerà al Museo Ebraico di Roma per il Giorno della Memoria 2016 una mostra dedicata alla Biblioteca razziata della Comunità Ebraica di Roma. “Metteremo in mostra in un’ottica di valorizzazione – racconta la Direttrice – i 25 libri che si sono salvati dalla razzia e intorno a questi meravigliosi oggetti ricostruiremo virtualmente, con l’aiuto delle tecnologie più avanzate, la Biblioteca che non c’è più e che vogliamo ritrovare”.

http://www.tafter.it/2015/01/27/biblioteche-una-ricerca-internazionale-per-ritrovare-la-preziosa-biblioteca-ebraica-razziata-dai-nazisti-nel-1943/
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